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"Il dolore di uno è il dolore di tutti"

Qualche tempo fa, durante la sua visita al Centro Profughi ex-Gorio, il Premio Nobel per la Pace Pérez Esquivel ci aveva ricordato che “il dolore di uno è il dolore di tutti”. Siamo ancora chiamati a riconfermare il nostro sentire attraverso scelte che si concretizzano in azioni. Ieri, 22 marzo, un pullman è partito alla volta di Verona per accogliere un gruppo di persone che, dopo le sofferenze della guerra in Patria, dell’abbandono delle famiglie e delle case nei loro Paesi, la fuga attraverso il mare e l’approdo a Lampedusa,   cercherà a Bolzano l’opportunità di una nuova vita.

In base ai piani governativi di ospitalità, queste 40 persone saranno accolte sul territorio provinciale. Alla Volontarius e River Equipe il compito di offrire loro il primo sorriso e quanto necessario per ritrovare un minimo di serenità presso il Centro Profughi ex-Gorio. Vengono dall’Eritrea; sono uomini, donne e bambini. Le loro condizioni di salute saranno oggetto delle attente valutazioni dei medici che fin da subito hanno effettuato i primi controlli. A loro è stata destinata un’ala della struttura dove trascorreranno un periodo di quarantena.

Alla prima telefonata ai parenti a casa, per comunicare di essere ancora vivi, erano talmente forti le espressioni di gioia degli uni e degli altri che anche i nostri operatori non hanno potuto non sentirsi partecipi di questo momento. I problemi da affrontare saranno tanti. Tutti gli organi competenti sono attivati; Commissariato del Governo, Provincia, Comune, Protezione Civile, operatori e volontari dell’Associazione, ognuno per le sue competenze ma tutti per accogliere chi non ha più niente.  

Siamo consapevoli, però, che l’accoglienza non può e non si deve limitare ad un temporaneo tetto, ad un pasto ed ad una telefonata. Ne sono testimoni coloro che, ormai da tempo, a Bolzano, sono ancora costretti alla strada.  L’impegno di tutti deve essere rivolto a tutti. E’ sempre più necessario trovare modalità e risorse per ridare dignità ad ogni persona che resta indietro.

La necessità immediata è il reperimento di vestiti soprattutto per donne e bambini di età prescolare; e magari qualche gioco per ridare loro un piccolo sorriso.

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Porte Aperte a casa Conte Forni

È nella crisi che sorge l’inventiva,

 le scoperte e le grandi strategie.

Chi supera la crisi supera sé stesso

senza essere superato.

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e disagi,

 inibisce il proprio talento

 e dà più valore ai problemi che alle soluzioni

(A. Einstein)

Con questo spirito e nella forte convinzione che ogni persona che incontriamo è importante, anche quest’anno la Casa Conte Forni di via Renon ha accolto quanti hanno desiderato condividere un momento di festa incontrando chi fa fatica ma non vogliamo lasciare indietro

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"Zebra" Il giornale venduto in strada per l’Alto Adige

L’OEW, Organizzazione per un mondo Solidale, esce da anni  con la rivista “Rundbrief”. La redazione ha preso una decisione importante: il giornale cambia veste e vuole affrontare le attuali tematiche sociali in Alto Adige da nuovi punti di vista. Il gruppo che andrà a formare  la redazione sarà composto  da persone di madre lingua tedesca ed italiana e da ragazzi delle seconde generazioni. Così, oltre alle consuete tematiche riguardanti gli stili di vita alternativi, il consumo etico, recyclling e upcycling, il viaggiare in modo alternativo come couchsurfing, si aggiungeranno le riflessioni sulla convivenza in Alto Adige comprendenti tutte le presenze sul territorio.

La rivista sarà venduta, anche questa è una novità interessante, sulla strada affidandosi anche a persone senza dimora che intendono impegnarsi in un progetto di dignità e rispetto.   

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Corso FSE: Assistente di direzione per le PMI

A gennaio partirà il nuovo corso di River Equipe per Assistenti di direzione per le PMI. E’ un corso finanziato dal FSE per donne disoccupate. La durata è di 357 ore di formazione in aula a cui segue uno stage di 160 ore in un’azienda/organizzazione del territorio.

Le persone devono essere residenti o domiciliate in provincia di Bz.

In questi giorni stiamo componendo il gruppo aula che sarà costituito prevalentemente da persone over 40 anche se non mancheranno 3 ragazze under 35.

E’ richiesta una buona conoscenza della lingua italiana e una conoscenza di base dell’informatica.

INFO:

Teresa Pedretti

3357861474

teresa.pedretti@riverequipe.it

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12 agosto 2013 Giornata Onu dei giovani dedicata ai migranti

In occasione della giornata internazionale Onu dei giovani il segretario generale Ban-Ki-Moon ricorda le difficoltà dei giovani migranti e sottolinea “il contributo positivo che portano nei paesi di origine, di transito e di destinazione”

 

 Oltre il 10% dei 214 milioni di migranti che ogni anno nel mondo lasciano il loro paese sono giovani, eppure “ancora troppo poco sappiamo delle loro lotte e delle loro esperienze”: così Ban-Ki-Moon, segretario generale dell’Onu, ha motivato la scelta di dedicare proprio alle migrazioni giovanili la giornata internazionale dei giovani, che si celebra oggi. “Le ragioni per cui i giovani migrano sono molte – ha scritto nel messaggio ufficiale – Alcuni fuggono dalle persecuzioni, altri dalla povertà. Alcuni sono soli, altri sono parte di una famiglia, con genitori, fratelli e in alcuni casi figli propri. Alcuni hanno delle comunità presso cui andare, altri devono costruire nuove relazioni. Sia nei paesi di transito sia nelle destinazioni finali, molti giovani migranti affrontano pari o anche maggiori difficoltà, come il razzismo, la xenofobia, la discriminazione e le violazioni dei diritti umani”. Un riferimento particolare va alle giovani donne, che “corrono il rischio di sfruttamento sessuale e abuso”.

Ci sono però anche i giovani che vivono la migrazione indirettamente, perché figli di genitori migranti e per questo sottoposti a “sfide psicologiche e sociali e a una maggiore vulnerabilità”.

 

Per favorire il processo di inclusione dei migranti in generale e dei giovani in particolare, “è importante enfatizzare il contributo positivo che questi portano alle loro società di origine, di transito e di destinazione, sia economicamente sia arricchendo il tessuto sociale e culturale. La maggior parte di loro lavora duramente per guadagnarsi da vivere e migliorare le proprie condizioni”. A questo proposito, è fondamentale il ruolo delle rimesse che questi mandano per sostenere le famiglie nei loro paesi d’origine, che rappresentano “un importante contributo all’economia mondiale. Quando poi rientrano in patria, i giovani migranti spesso ne accrescono lo sviluppo, mettendo in pratica le capacità e le idee acquisite all’estero. In molti casi, le donne attraverso la migrazione acquistano maggiore consapevolezza, conquistando l’indipendenza finanziaria e sociale”.

 

Ban-Ki-Moon esorta “gli stati membri a prendere in considerazione la migrazione giovanile. In questa Giornata internazionale dei giovani – conclude – incoraggio gli stati membri, le organizzazioni giovanili e gli altri interlocutori a promuovere i diritti di tutti i giovani migranti e a massimizzare il potenziale di sviluppo della migrazione giovanile”.

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Nuovo Skatepark a Bolzano

Dal 6 luglio alle ore 11.00 al 7 luglio alle ore 21.00 in UTC+02

 

 

Skatepark Talferwiesen Bozen/Bolzano Prati del Talvera

 

 

saturday & sunday 6. + 7. july 2013

6.july:
11h – official opening ceremony

Skateboard – BMX – Rollerblade
best opening trick
Graffiti & Breakdance
Park history video (by franz magazine)

live music: (saturday, 15-21h)

– Gawither (trash)
– High Voltage Overdrive (hardrock)
– Fall of a Rising Sun (hardcore)
– Back Again (hardcore)
– Nido Sound & BZ Underground Family guests (hiphop)
– Average (punkrock)

FREE ENTRY

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Servizio sociale volontario

Il servizio sociale volontario offre alle persone adulte, anche anziane, la possibilità di mettere a disposizione della comunità le proprie competenze ed esperienze, in cambio di benefici e crediti di ogni tipo. Lo scopo è quello di valorizzare l’impegno di tali persone e di offrire loro la possibilità di contribuire allo sviluppo sociale e culturale del nostro paese e della nostra provincia.

 

Durata

La durata del servizio sociale volontario può essere di 8, 16, 24 oppure al massimo 32 mesi. Le ore settimanali possono essere 20 (“rimborso spese” di 360 euro mensili), 30 (“rimborso spese” di 400 euro mensili) o 40 (“rimborso spese” di 450 euro mensili).

 

I Requisiti per partecipare sono tre:

–          un’età non inferiore ai 29 anni;

–          la residenza stabile in provincia di Bolzano;

–          la cittadinanza italiana oppure di un altro Stato membro dell’Unione europea.

 

Per scoprire anche tutti gli altri benefici riservati ai “volontari” guarda il sito della Provincia

 

Per contattare il referente del volontariato dell’Associazione:

Daniel Brusco cell.3357522487 – e-mail: daniel.brusco@volontarius.it

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Gioco d’azzardo – I racconti di un bambino

I racconti di un bambino

 

Una lettera scritta da un bambino al dottore. Il tema: “gioco d’azzardo”. La paura e la sofferenza: tanta.

Simone Feder, psicologo, lavora da anni nelle strutture della Comunità Casa del Giovane di Pavia dove è coordinatore dell’Area Giovani e dipendenze. Giudice onorario presso il Tribunale per i minorenni di Milano. Twitter: @simonefeder – email: simone.feder@cgd.it

 

Ci domandiamo spesso quali siano emozioni, pensieri e azioni dei giocatori per capire cosa si nasconde dietro il mondo delle lotterie, delle slot e dei gratta e vinci, quali danni produce e come possiamo impegnarci come cittadini per migliorare il benessere della società!

Ma la domanda più semplice, forse banale, ingenua è però la più logica; e ce la pone questo bambino:

“Se queste cose sono sbagliate, fanno tanto male, perché sono permesse?”

Possiamo trincerarci dietro giustificazioni che riguardano la libertà, la maturità, la consapevolezza? Ha una logica presupporre che la moderazione appartenga soprattutto alle persone che più avrebbero bisogno di protezione?

 

APPELLO

 

esercenti, baristi, clienti dei tanti locali che ancora si piegano alla sola logica dello sfruttamento della debolezza

dite NO! Liberate i vostri locali ed esponete il cartello No Slot

 

Avventori, turisti, cittadini, per il nostro caffè, l’aperitivo, l’incontro di lavoro o con gli amici

scegliamo i locali che espongono il manifesto No Slot 

No Slot 

21/06/2013

di Simone Feder

 

Ciao dottore,

ti voglio raccontare come va, perché le cose stanno cambiando.

Sai, un giorno in classe la maestra ci ha raccontato che c’è un adesivo che dei baristi attaccano sulla porta del bar. Ci ha spiegato che serve per dire alle persone che passano che lì dentro non ci sono le macchinette. Ci ha anche detto che è una scelta coraggiosa perché con le macchinette loro possono guadagnare tanti soldi, ma facendo così non rischiano di fare male ad altre persone.

Per loro però è faticoso, per questo ci sono molte persone che li aiutano comprando le cose da loro e non da altri.

Adesso starò attento a guardare nei bar se vedo l’adesivo prima di entrare.  Io e i miei compagni abbiamo deciso che ne parleremo con i nostri genitori e i nostri amici così li possiamo aiutare e saremo in tanti.

La maestra ci ha anche spiegato come funziona questo gioco, ha tante luci e suoni che a volte mi viene voglia di provare ad usarlo, però tutti mi dicono che fa male.

In certi bar ci sono anche 10 macchinette! Ma perché se fanno male?

Lei ci ha anche detto che tanti bar hanno anche deciso di togliere le macchinette e questo mi rende molto felice, perché quando le vedo in giro ho sempre paura per papà. Ho paura che se le vede in giro le usa ancora e la mamma mi ha spiegato che lei è spesso triste perché papà ha paura che gioca con loro. Perché quelle macchinette non sono come i videogame che giochi e basta, mamma mi ha detto che quando una persona inizia poi non smette più, e perde tutti i suoi soldi. Così è successo al mio papà, ed è per questo che lui e la mamma litigavano sempre. Ora ha smesso, ma io ho sempre un po’ paura.

Io sono contento quando arriva la sera perchè adesso papà gioca con me, perché ho avuto paura che la mamma non lo voleva più.

Ora lei è arrabbiata perché non abbiamo tanti soldi per andare in vacanza, ma papà mi ha promesso che mi porterà in piscina e a giocare a calcio al campetto.

Poi inizierò le medie, a settembre e non vedo l’ora che arrivi, non per la scuola, ma perché settembre è il mese che papà potrà ricominciare a giocare con me alla play. Si perché è passato un anno da quando papà non usa più le macchinette e i dottori del gruppo dove va il venerdì sera gli avevano detto che per un anno non può assolutamente giocare a nessun gioco.

A settembre papà sarà guarito vero? Avrà vinto secondo te?

Spero di rivederti presto.

@simonefeder

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20 giugno Giornata Mondiale del Rifugiato

Il 20 giugno è stata la Giornata Mondiale del Rifugiato. Lo slogan studiato dall’UNHCR è stato molto efficace:

“ Una sola famiglia distrutta dalla guerra è già troppo”. E quante famiglie vedono un padre, un figlio allontanarsi, scappando per salvare la vita, nella consapevolezza di non poterlo riabbracciare mai più. Quanto dolore, quanta impotenza vivono queste persone. Anche noi abbiamo voluto celebrare questa giornata. Al Parco Premstamlerhof ci siamo ritrovati con tanti amici. I profughi che sono stati ospitati presso le nostre strutture di accoglienza, l’ex-Gorio e la Fischerhaus, Writers che hanno realizzato le loro opere e le hanno donate agli attuali ospiti del Gorio, le squadre che hanno dato vita al torneo di calcetto, rigorosamente miste,  senza distinzione di genere, età e provenienza; la divertentissima arte circense che ha intrattenuto grandi e piccoli, il maestro di ballo del Senegal che ha dimostrato ancora una volta quanto l’arte possa unire davvero in un abbraccio sorridente tutte le persone ed infine tutti i ragazzi che dalle 17 in poi hanno dedicato le loro “poesie di protesta”, ma anche d’amore, d’amicizia, di voglia di bene a tutti i presenti, ed erano tanti. Rap – Hip Hop – Reagge, suoni e parole, gesti e movimenti, provocazioni ed inviti. Insomma il mondo giovanile che non tutti conoscono. Quello che molti classificano, un po’ frettolosamente, senza valori, senza impegno. Ebbene, questi ragazzi si sono prestati, a puro titolo di volontariato, offrendo uno spettacolo che ha divertito ma anche fatto riflettere. Hanno sposato la causa dei profughi; e non è la prima volta. Il loro desiderio di giustizia e di bene, di condivisione e bellezza, di riconoscimento e dignità non è diverso da quello di tante persone che scappano dai loro Paesi e, dove arrivano, devono sentirsi accolti con un “benvenuto”. Un grazie va a tutti coloro che si sono ritrovati sotto il cielo di una giornata di libertà, fratellanza e giusta diversità.

Vogliamo proporre un impegno a tutti coloro che sono stati bene insieme.

Dedica 1 minuto del tuo tempo per dirlo a qualcuno

Passa parola sulla Giornata Mondiale del Rifugiato – il 20 giugno 2013

                                Vieni con noi, diventa  volontario e continua a portare il tuo sorriso là dove sarai

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12 settembre 1944 – Dialoghi tra generazioni

12 settembre 1944 – Dialoghi tra generazioni. C’è un tempo che non può passare nell’oblio, che necessariamente dobbiamo tenere vivo attraverso al memoria di chi l’ha vissuto e ancora può raccontarlo. A conclusione di un importante percorso che ha visto i ragazzi del Liceo artistico “Pascoli” impegnati nell’ascolto dei racconti di testimoni della Storia e rielaborato l’esperienza attraverso il magnifico murale della Mignone, si è inaugurata  la mostra relativa a laboratorio fotografico tenuto dalla fotografa Silva Rotelli. Nei discorsi del Sindaco, dell’Assessore Randi, del dottor Santoro, di Preside ed insegnati, degli artisti coordinatori del progetto è emersa chiaramente la grande soddisfazione per la partecipazione decisa e convinta degli studenti, per l’apertura che la scuola ha dimostrato nel cogliere il momento di novità rappresentato da un progetto che riporta la storia la dove è necessario recuperare il senso del futuro da costruire. Il momento magico, la maggiore intensità la si è raggiunta però quando gli studenti stessi hanno dichiarato la loro emozione, il coinvolgimento, la forte partecipazione a questo percorso che li ha portati dentro una realtà che è la vita stessa. Si sentono ora loro stessi testimoni. Prendono su di sé il carico della libertà conquistata e lo vogliono portare ai loro amici ma anche alle generazioni future. Il senatore Bertoldi si domandava “E allora, adesso cosa facciamo?”. La risposta, la più bella, forte, sincera, convinta è venuta proprio da questi studenti, nuovi cittadini, consapevoli e pronti alla vita. I cubi con l’esposizione del laboratorio fotografico resteranno nel fojer del Comune, le immagini ed i pensieri voleranno nel mondo portati dalle persone.

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